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Visualizzazione post con etichetta coscienza. Mostra tutti i post
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lunedì 8 luglio 2013

Devo smetterla di fare lo specchio!

A volte mi soffermo sui piccoli gesti, li contemplo e li esamino per molto prima di attuarli.
Mi chiedo se siano, in realtà, dei piccoli anelli facenti parte dell’enorme catena di un supposto destino; mi chiedo se decidendo repentinamente, per esempio, di aprire una mano, anziché chiuderla, io frantumi questa catena liberandomi dal suo giogo. Mi illudo e mi disilludo a mia volta, rispondendomi che anche quel triste tentativo era un anello. 
Eh sì, osservare il fondo di una tazzina sporca ti porta a fare viaggi profondamente introspettivi; diciamo che da quando ho capito che tutta l’esistenza da me percepita non è altro che apparenza molto ben addobbata, un po’ deluso ho deciso di invertire il senso di rotta del mio interesse che prima andava alla deriva, verso un mondo che mi piace definire sia come veramente fasullo che falsamente vero, e che ora approda sulla spiaggia della mia coscienza colonizzata da dubbi, pensieri, incubi e tante altre cose di cui non ne dubito l’autenticità.
Perché tutto è falsità, tutto è vanità, come il sonno che finge di giungere o il cielo che è blu solo qualche volta, la sete che torna sempre... 

martedì 14 maggio 2013

Loop: pericolo di ignavia

... forse sarebbe giusto mettere da parte la propria coerenza, il proprio concetto di giustizia, di amore... perché tutto questo, quando ha origine nel cuore delle persone, è solo un discorso opinabile, niente di più.
Forse dovrei ammonire e rimproverare chi agisce empiamente, anche se lo ritengo ingiusto, iniquo. Già, che diritto avrebbe il bue di dare del cornuto ad un altro bue?
Sperperare occasioni per migliorare gli altri con la vana illusione che, mentre taccio, io lo stia facendo in nome di una supposta e opaca equità.
Equità che pare venga applicata proprio nel momento in cui mi rifiuti di sentenziare sugli altri. Ma non sto forse prelibando il mio ego adoperandomi per questa presunta giustizia? Non sto semmai riempiendo il mio stomaco con i liquorosi complimenti di persone dall'animo permaloso? Già, perché è molto più facile lavarsi le mani e apparire pulito a quella schizzinosa bestia chiamata ''pubblico'', piuttosto che parteggiare per la giustizia, mai piaciuta alle masse, di qualsivoglia ceto sociale.
Quindi il mio è egoismo, narcisismo; è un'orrenda, poiché ipocrita, forma di presunzione, che viene amplificata da questo status contraffatto di baluardo della libertà di pensiero e della comprensione del prossimo, a me diverso e non così tanto prossimo.
Quindi giungo a capire che quello pensato finora come l'arrivo di un'ardua ascesa verso - chiamiamola intelligenza, buon senso - altro non era che un rotolar giù nel terroso, tenebroso baratro dell'idiozia, della deficienza e dell'opportunismo. Se veramente ci tenessi agli altri, o perlomeno al bene comune, metterei da parte me stesso e i miei princìpi pur di aiutare, anche a costo di apparire come una persona sentenziosa e intransigente. Ma è così forte e insistente quella nerboruta mano della coscienza che, tirandomi per i capelli e accostandosi con le sue labbra severe, mi biasima dicendo ''come fai ad essere certo che non sia tu quello che sbaglia, anzi, come puoi anche solo supporre di capire le questioni dei tuoi pari, tu, che sono tante di più le volte che ti ho deriso rispetto a quelle in cui ti ho elogiato''.
Chissà se facendo tacere quella coscienza prepotente riuscirò davvero ad aiutare gli altri. Perché è il mio unico, o comunque ultimo ostacolo che fatico ad aggirare. Mi impone di essere coerente, giusto, di amare. Ma cos'è la coerenza, la giustizia, l'amore? C'è gente che ha ucciso senza pietà in nome di queste tre ''cose'' che alla fine tali erano solo per loro. Se il rischio è questo, e se io ne sono partecipe solo perché do retta alla mia coscienza, che mi zittisce ogni volta che dovrei parlare... forse sarebbe giusto mettere da parte la propria coerenza, il proprio concetto di giustizia, di amore... perché tutto questo, quando ha origine nel cuore delle persone, è solo un discorso opinabile, niente di più...

martedì 7 maggio 2013

Se ne salvasse uno!

Le coincidenze sono per gli insulsi,
i segni del destino per i boriosi;
dalla coscienza tutti avulsi,
poiché gli esami per codesta son noiosi.

lunedì 8 aprile 2013

Programmandomi la giornata di domani

Da poco ho finito di scrivere col dito sulla rena della coscienza, illuminata dalla fioca luce del crespuscolo, vestito di insofferenza. Quasi facendomi male, ho tracciato marcatamente parole che, tutte insieme, hanno dato forma a buoni propositi. Recidivo mi illudo ancora che la notte non li cancellerá; non le onde, non il vento, ma la tenebra... che si infrange su di me e che, ritirandosi, di tutto mi deruba meno che dell'oblio.