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lunedì 2 aprile 2018

Inganno - Niente, di nuovo, sotto il sole - ilmiolibro




Pronunciare parole, scriverle o sussurrarle senza tuttavia dire nulla. Narrare avvenimenti tra persone o descrivere accuratamente luoghi o fantastici oggetti, dispiegare ampie argomentazioni su un dato tema facendolo il più boriosamente possibile. E continuare a parlare, a dire, a far tacere il silenzio. Tutto pur di allontanare la polvere della terra. Discutere è importante tanto quanto inutile e diabolico. È l’essenza del Niente che ci riempie i polmoni, è l’essenza del niente che ci divora pian piano anche dopo la morte. 
E si continua a non dire Niente. Eppure lo si pronuncia.
Magnificamente.
Bisogna temporeggiare, nascondere i contenuti dell’esistenza con il senso a essi annesso. 
Il Niente non è mai esistito.
Il Niente c’è sempre stato.
Solo qui il Niente viene raccontato. 
Ci siamo riuniti intorno a lui per schernirlo e siamo curiosi di capire perché lo temiamo. 
Guardami.
Desiderami.
Amami.
Le stelle più incandescenti sono quelle che vediamo di color azzurro, un colore freddo.
Il sole non è mai tramontato, né la luna mai sorta. Siamo noi in balìa di un magnifico, splendido, incantevole inganno che meritiamo.
Adoro non dire Niente, amo dir Niente.
Niente di nuovo.
Niente di nuovo.
Niente di nuovo!
Sotto il sole cosa c’è?


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NNSS

giovedì 10 luglio 2014

Pure me stesso

Dilanierò quella dannata Luna,
non vi sarà di lei memoria alcuna.

Consumerò quel superbo Sole,
il mio rancore avrà la stessa mole.

Caccerò coi pugni le stelle.
Lacrime, consumate anche quelle!


Affronterò il Creato
che funge da teatro, per questa Maligna Commedia.
Palcoscenico
buio, malefico, che l'anima astante tedia.

Mi desterò da questo greve sopore.
Libererò l'occhio dal falso candore.

Ogni colore subirà la mia sentenza,
condannerò qualsiasi apparenza.

Negherò ogni finto amplesso.
Annienterò infine pure me stesso.