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giovedì 1 giugno 2017

Capisc'?

Cercare di essere capiti; non credo sia così conveniente come potrebbe invece sembrare.
Se provi questo bisogno è perché probabilmente ora compreso non lo sei, ciò potrebbe voler dire che per chissà quali caratteristiche tu sei molto diverso da chi ti sta attorno. 
E' probabile che spesso, in fondo, questa tua diversità ti faccia sentire a proprio agio; sai di essere, di avere qualcosa di unico, la tua natura umana però ti induce a ricercare il consenso, il benvenuto, la sintonia, l'essere accettato, la comunicazione ininterrotta e, grossolanamente, il fare branco coi tuoi simili.
Da qui il desiderio d'essere compreso, la frustrazione del ''non essere capiti'', ma dico qui una cosa: se qualcuno veramente ti capirà tu verrai svilito nell'ego, appiattito nella tua unicità, ti sentirai catalogato e rinchiuso nella gabbia del noto, del già visto, del normale.
Non cercarlo dunque e non rammaricarti nello stare senza, ti risparmieresti un grande imbarazzo nei tuoi stessi confronti.

Paolo Gullì 2017
olio su pane 100x100 gr

mercoledì 31 agosto 2016

Wrong bay



Dispiego il mio pensiero,
che non c'è perché invisibile

Vela, anzi, mio veliero
che naufraga sull'improbabile

Non spiego il mio pensiero
perché tanto è inafferrabile

domenica 13 aprile 2014

Rivedere quel che ho visto


Nelle mie fotografie, per non detestarle, ci devo rivedere quel che ho visto. 
Dalle mie fotografie, per amarle, ne posso rievocare quel che ho vissuto.

Le mie fotografie devono assolutamente essere tutte figlie uniche. 
Le mie fotografie devono essere ineccepibili, ma non lo sono mai. 
Le mie fotografie sono solamente un furto a danno della bellezza.