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domenica 18 giugno 2017

Stralcio secondo libro - sogno

Quella vallata ripida e molto profonda, poco chiaro se fosse l'apice ai confini del cielo o la base sprofondata nell'inferno, stava ospitando un evento.
Guardandola meglio, l'uomo strano, realizzò che era soprattutto un'opera artificiale quella. Aveva vasti gironi, piuttosto platee circolari e in pietra gialligna. Lui stava lì, quasi in cima, a osservare attonito quell'arena, quel Colosseo degli dèi stagliarsi verso il basso laddove anche le aquile avrebbero faticato a cogliere i dettagli dell'ambiente tanta era la distanza. Una giornata limpida, un sole forte, terrificante, crudele inondava tutto il visibile. L'uomo strano, se qualcuno gliel'avesse chiesto, non avrebbe saputo dire come o quando fosse arrivato lì, probabilmente non avrebbe nemmeno ascoltato la domanda.
Meravigliato si rese conto dell'infinità di spettatori che c'era in quella gola, la loro attenzione era rivolta verso il punto più basso, appena distinguibile a occhio nudo, della titanica opera. Con tutte quelle vite si sarebbero potuti popolare parecchi mondi.
Qualcosa di molto importante e terribile stava accadendo laggiù, c'era un'atmosfera cerimoniale, solenne e di irrimediabilità.
L'uomo strano si sentì fuori posto.
Sopraggiunse dietro un individuo, un uomo a modo.
Quasi contemporaneamente scoppiò uno spaventoso boato di estatiche voci umane che si innalzava dalle profondità di quella terra e quella moltitudine di persone si inchinò, rendendo omaggio all'abisso luminoso e a chi o cosa ci fosse laggiù, celebrando il tremendo evento senza nome.
L'uomo a modo si rivolse all'uomo strano:
''Inchinati''
L'uomo strano tentennò stupito prima di rispondere insicuro:
''No''
''Inchinati!'' intimò l'uomo a modo minaccioso
''No!'' più deciso l'altro.
L'uomo a modo si avventò allora sull'uomo strano e cercando di farlo inchinare con la forza gli intimava:
''Inchinati e rendi omaggio, rendi il culto al Vivo! Inchinati Carne!''

ma lui non si inchinò.

giovedì 6 aprile 2017

Sogno



Piccolo nello spazio,

effimero nel tempo


sabato 10 ottobre 2015

Parentesi notturna

''Sai cosa non ti verrà mai svelato?''
''No''
''Che improbabile è possibile!''
''Non ti credo''
''Lo so, vuoi sapere cos'altro non saprai mai?''
''Non saprei''
''Che impossibile è improbabile!''
''Non ti credo''
''Lo so''
Non vedeva nessuno sul sedile del guidatore, eppure c'era qualcuno con cui conversare, eppure l'auto placida percorreva strade familiari in quella notte appiattita dai lampioni di una città muta. Occupava il sedile del passeggero, colui che non credeva a quel che sentiva.
''Sai cosa non sai?''
''No''
''Che tutto è una potenziale bugia''
''Non ti credo''
''Lo so''
Quando l'auto imboccò la stradina più inappropriata per la quiete dei pazzi, il buio iniziò a deglutire la luce. L'auto si fermò in un parcheggio pieno di altre macchine, e tenebra.
''Sai cosa nessuno sa?''
''No''
''Che la bugia è solo una leggenda dell'uomo, una sua invenzione. La bugia è una bugia''
''Non ti credo''
''Fai bene''
Ed ecco che colui che non credeva a quel che sentiva vide delinearsi nell'aria, seduta al posto di guida, una figura antropomorfa, bianca, glabra, minacciosa, opaca e fosforescente con un solco appena visibile per bocca e due occhi neri, piccoli e stranamente concavi. Colui che non credeva percepì il pericolo e l'immane potenza della figura ma anziché tentare di scappare, essendo lui un pazzo, gli si scagliò contro. Nulla fece invece, perché si ritrovò incapace di muoversi, rovesciato malamente su entrambi i sedili, il risultato della sua inutile furia. La figura continuò a parlare ma la sua voce divenne incomprensibile.
L'incredulo voleva reagire ma scoprì di poter muovere solo la lingua. Disse in cuor suo il pazzo:''Leccherò il mostro fino a ucciderlo!''
Potè sentire le ultime parole comprensibili della figura:'' Tu non sai niente quindi sei schiavo, ma non posso affrontare la tua follia''
Si svegliò di soprassalto Reuel nel bel mezzo del suo deserto domestico, grondante di sudore.
Si era addormentato.
Ha sognato.

Ha avuto un incubo.