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lunedì 8 luglio 2013

Devo smetterla di fare lo specchio!

A volte mi soffermo sui piccoli gesti, li contemplo e li esamino per molto prima di attuarli.
Mi chiedo se siano, in realtà, dei piccoli anelli facenti parte dell’enorme catena di un supposto destino; mi chiedo se decidendo repentinamente, per esempio, di aprire una mano, anziché chiuderla, io frantumi questa catena liberandomi dal suo giogo. Mi illudo e mi disilludo a mia volta, rispondendomi che anche quel triste tentativo era un anello. 
Eh sì, osservare il fondo di una tazzina sporca ti porta a fare viaggi profondamente introspettivi; diciamo che da quando ho capito che tutta l’esistenza da me percepita non è altro che apparenza molto ben addobbata, un po’ deluso ho deciso di invertire il senso di rotta del mio interesse che prima andava alla deriva, verso un mondo che mi piace definire sia come veramente fasullo che falsamente vero, e che ora approda sulla spiaggia della mia coscienza colonizzata da dubbi, pensieri, incubi e tante altre cose di cui non ne dubito l’autenticità.
Perché tutto è falsità, tutto è vanità, come il sonno che finge di giungere o il cielo che è blu solo qualche volta, la sete che torna sempre... 

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