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Visualizzazione post con etichetta pensieri. Mostra tutti i post
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mercoledì 11 luglio 2018

Consistency

Ricercare questa entità eterea, aurea e sconosciuta. Identificarla come Scienza, poi proclamarla garante delle proprie parziali conoscenze, convinzioni.
Non cambiare mai, la solita imbecillità da millenni a questa parte.



domenica 6 maggio 2018

Spinge e trascina

Ogni singolo istante.
Ogni singolo istante delinea.
Ogni singolo istante trascorre e non trascorre.
Spinge e trascina.
Delinea preciso e senza brecce la cubica realtà, ogni istante.
Sono infiniti e uno solo.

Frammenti del Tempo ciononostante indivisibile. Il tempo non è tempo se si rivela invece immobile, se a muoversi è tutto il resto. 

Forse è la verità

Forse è davvero la verità
La verità è forse! 

domenica 11 marzo 2018

A occhi chiusi

Quando si è pronti a combattere contro la vita?
Quando si è pronti a riconoscere la futilità di tale gesto?
Quando si è abbastanza grandi per arrendersi?

Quando si è abbastanza forti per applicare l'ottusa testardaggine della vita stessa ai propri propri passi, alle proprie azioni?
Uomo sobrio che tale ti ritieni, sei vivo e morto e così
 sarai nelle stanze del mondo, finché esso non sarà stufo di te.

martedì 6 marzo 2018

Piccolo



Sei così piccolo e vedi così poco.
Sei così in basso e non comprendi quasi niente.
Mi spiace ma non mi dispiace affatto per te, che sei così piccolo

venerdì 29 dicembre 2017

Gelide albe invernali

Le mattine, figlie di notti prodigate alla veglia, guardo il mondo attraverso lenti appannate dal mio stesso respiro.
Strano mi è il mondo, più strano il mio respiro.


domenica 15 ottobre 2017

Muto è l'affetto

Non ci siamo mai detti t'amo o ti voglio bene, l'amore è lì dove non se ne parla mai, dove non viene vanificato dalla pronuncia superficiale

giovedì 5 ottobre 2017

Flusso nel buio

''Mostrami la mano''
''Già conosci le mie mani''
''Non importa, voglio... vorrei per cortesia avere la tua mano''

''Ti ci vuoi perdere ancora''
''Ti dispiacerebbe?''

''Quando succede c'è troppo silenzio e io ancora non ti conosco...''
''Quindi ti dispiace''
''Ecco, prendi ma non ti assopire, fa freddo e il crepuscolo mi inquieta''
''Io sono il freddo, io il crepuscolo''
''Lo so, oppure no, lo dimentico, sempre ad un passo dal capirlo''

''...''
''Ti sei già perso?''
''No, no, sono qui''

domenica 18 giugno 2017

Stralcio secondo libro - sogno

Quella vallata ripida e molto profonda, poco chiaro se fosse l'apice ai confini del cielo o la base sprofondata nell'inferno, stava ospitando un evento.
Guardandola meglio, l'uomo strano, realizzò che era soprattutto un'opera artificiale quella. Aveva vasti gironi, piuttosto platee circolari e in pietra gialligna. Lui stava lì, quasi in cima, a osservare attonito quell'arena, quel Colosseo degli dèi stagliarsi verso il basso laddove anche le aquile avrebbero faticato a cogliere i dettagli dell'ambiente tanta era la distanza. Una giornata limpida, un sole forte, terrificante, crudele inondava tutto il visibile. L'uomo strano, se qualcuno gliel'avesse chiesto, non avrebbe saputo dire come o quando fosse arrivato lì, probabilmente non avrebbe nemmeno ascoltato la domanda.
Meravigliato si rese conto dell'infinità di spettatori che c'era in quella gola, la loro attenzione era rivolta verso il punto più basso, appena distinguibile a occhio nudo, della titanica opera. Con tutte quelle vite si sarebbero potuti popolare parecchi mondi.
Qualcosa di molto importante e terribile stava accadendo laggiù, c'era un'atmosfera cerimoniale, solenne e di irrimediabilità.
L'uomo strano si sentì fuori posto.
Sopraggiunse dietro un individuo, un uomo a modo.
Quasi contemporaneamente scoppiò uno spaventoso boato di estatiche voci umane che si innalzava dalle profondità di quella terra e quella moltitudine di persone si inchinò, rendendo omaggio all'abisso luminoso e a chi o cosa ci fosse laggiù, celebrando il tremendo evento senza nome.
L'uomo a modo si rivolse all'uomo strano:
''Inchinati''
L'uomo strano tentennò stupito prima di rispondere insicuro:
''No''
''Inchinati!'' intimò l'uomo a modo minaccioso
''No!'' più deciso l'altro.
L'uomo a modo si avventò allora sull'uomo strano e cercando di farlo inchinare con la forza gli intimava:
''Inchinati e rendi omaggio, rendi il culto al Vivo! Inchinati Carne!''

ma lui non si inchinò.

giovedì 15 giugno 2017

Bagliori

Natura, realtà, vita, in qualsiasi caso troviamo sempre come costante un'apparenza fittizia che cela, involontariamente e sempre, un significato più complesso ed elaborato dell'apparenza stessa.
Per quel che riguarda noi viventi poi è tutto basato sul raggiro della percezione individuale (elevo a individuo anche il più piccolo dei batteri). Apparenza ed essenza; è fuorviante prediligere, elevare e vantare l'una a discapito e a onta dell'altra. Sono una cosa unica.
Vale la pena, stando cauti a non penarsi troppo però, interrogare e interrogarsi invece sullo scopo, lo scopo dell'instaurarsi di questo dualismo simbiotico e perfetto nell'unione ma contraddittorio e quasi conflittuale quando si osservano separatamente gli elementi che lo compongono.
Tale scopo, il suo mistero, apre il nulla e l'infinito nel cuore che lo investiga.
Senso e insensatezza dello scopo, gli opposti sono uno. L'ordine del caos, il caos nell'ordine.



Oppure no.

giovedì 1 giugno 2017

Capisc'?

Cercare di essere capiti; non credo sia così conveniente come potrebbe invece sembrare.
Se provi questo bisogno è perché probabilmente ora compreso non lo sei, ciò potrebbe voler dire che per chissà quali caratteristiche tu sei molto diverso da chi ti sta attorno. 
E' probabile che spesso, in fondo, questa tua diversità ti faccia sentire a proprio agio; sai di essere, di avere qualcosa di unico, la tua natura umana però ti induce a ricercare il consenso, il benvenuto, la sintonia, l'essere accettato, la comunicazione ininterrotta e, grossolanamente, il fare branco coi tuoi simili.
Da qui il desiderio d'essere compreso, la frustrazione del ''non essere capiti'', ma dico qui una cosa: se qualcuno veramente ti capirà tu verrai svilito nell'ego, appiattito nella tua unicità, ti sentirai catalogato e rinchiuso nella gabbia del noto, del già visto, del normale.
Non cercarlo dunque e non rammaricarti nello stare senza, ti risparmieresti un grande imbarazzo nei tuoi stessi confronti.

Paolo Gullì 2017
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lunedì 16 gennaio 2017

Sentenza del piccolo individuo

Da lassù vedevo un insolito e tenero cielo mattutino, la più bella catena montuosa, una piccola e brillantissima luna. E alla base sparute e silenziose città di provincia, carine, innocue... ma solo perché ancora dormienti. 
"Questo mondo è proprio vecchio!"
"Chi parla?" pensai.
"Conta saperlo se a essere proferita è una (fra le tante) verità?"
E anch'io mi addormentai.




martedì 20 dicembre 2016

L'amore è guerra

L'amore è guerra, conflitto, disprezzo, dolore e pena. L'odio contraddistingue l'amore vero. È abbandono e possesso spietato. C'è infatuazione seguita da tremori di rabbia.
L'amore è vivido e selvaggio, forte, tutt'altro che umano e umano solamente.
Quasi palpabile, tuttavia inesistente.


martedì 11 ottobre 2016

Ombre - Shadows


La luce si degna ancora di toccarci
Cara ombra, che poggi i tuoi piedi sui miei, grazie per ricordarmelo di tanto in tanto.



sabato 18 giugno 2016

Gli alberi - stralcio nuovo libro

... Osservò gli alberi, involontariamente li contemplò.
Li invidiò e provò pena al contempo per quella vita che in sé stessa non aveva scopo di vivere.
Che nulla sapeva, libera ma soggetta a tutto. Viveva ma per cosa, quell'albero? Ovvio che non beneficiasse della sua stessa vita, benefico per le altre creature ma non per sé stesso. Cosa significava vivere per un albero, cosa morire?

L'uomo riteneva che le piante non provassero dolore. Quando venne deciso che solo un sistema nervoso complesso e sviluppato fosse in grado di garantire quel penoso vissuto, quell'indispensabile meccanismo di difesa? ...

sabato 11 giugno 2016

L'errore - The mystake

What am I supposed to say in such narrow space?
I would be greatful if someone may show his face
Bloody hell! What a useless composition!
Never mind, it's just a try, an hopeless ambition.


E nei volti vedo poco, poco o nulla.
La diffidenza mi tocca piano, poi mi culla
Quanto fascino irradiano le chimere!
Senza pietà schiavizzano il mio volere.

Ma ancor più arduo è non andar nel panico
Take your time to desire, to beg a miracle
Spreca se vuoi il tuo tempo
learn by madness, my example
Patapum!

mercoledì 1 giugno 2016

Lontano

Ciò che non conosco mi risulta interessante, tuttavia superfluo, ininfluente su tutto di me.
Ciò che scopro e che comprendo mi annoia subito, è già mediocre, non merita nemmeno il mio impegno per elaborarci sopra un pensiero più articolato, ho capito, basta parlarne, tanto mi tedia già quindi me ne dimenticherò.
Le persone poi sono tutte diverse e tutte uguali, mi annoiano e mi stupiscono, nessuna che mi colpisca. Tante potrebbero avere il mio rispetto ma nessuna avrà mai la mia ammirazione. 
Godo intanto della più grande delle benedizioni, di non essere nessun altro se non me stesso. 
Superiore, superbo? Inferiore, modesto? ahahah no! Lontano! Molto lontano!

martedì 19 aprile 2016

Per non piacere basta disorientare

''I fatti parlano''
Parzialmente vero, le parole parlano. I fatti invece provano, o perlomeno provano a provare qualcosa, o meglio ancora, chi porta a compimento tale atto, tale fatto, prova a provare qualcosa.
Un fatto è però tale grazie alla storia che lo precede, una storia raccontata, volente o nolente, a parole. Le parole pervertono tutto perché sono espressione del pensiero umano.
Il pensiero umano prova a deformare con la forza la realtà, cerca di piegarla alla sua comprensione, ma il pensiero umano fa inconsapevolmente braccio di ferro con sé stesso perché la realtà è soltanto mera percezione, non esiste. Se così non fosse bisognerebbe trovarle un nome meno fuorviante e incompleto.
Le parole, il pensiero, progettano il fatto, il fatto è un'estensione delle parole che provano sé stesse nella percezione di realtà. I fatti sono sempre frutto di manipolazione, persino quando avvengono senza che ci sia causa umana.

Esempio pratico: a turno date a 5 persone una pallina bianca, la stessa, e  fategliela guardare e tenere in mano per 10 secondi. La supposta realtà unica è già suddivisa in 5, si può pensare che esistano quindi tante realtà quante menti in grado di capacità di percezione? 
Tuttavia viene alimentata l'illusione che trattasi solo di più punti di vista che vengono direzionati verso un unico oggetto-soggetto, la realtà.
Ma si può essere più minchioni? 

giovedì 24 marzo 2016

I pensieri non mi attraggono


Una fresca brezza mi scompiglia i capelli e mi coccola il cuore, dev’essere per il temporale di ieri notte se oggi tutto è più lucido e colorato. Delegando alle gambe il compito di portarmi a casa riesco durante il tragitto a non focalizzarmi su nulla, nemmeno sui miei stessi pensieri; ognuno di loro dice la sua e se ne va, desistendo subito dall’attrarmi. 



#nientedinuovosottoilsole

sabato 30 gennaio 2016