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lunedì 18 giugno 2018

Niente, di nuovo, sotto il sole - Perché ride?


''Ora capisco. Non sta ridendo, è truccato... da clown! Mi guardo di nuovo intorno e vedo che tutti i guerrieri hanno un panda sul petto o la faccia dipinta grottescamente da pagliaccio. Due fazioni una contro l'altra. Ma che significa!? Scorgo oltre la tumultuosa mischia un edificio familiare, molto familiare, troppo familiare. È casa mia! Dannazione mi trovo sul terreno abbandonato vicino alla mia abitazione! Raggiungerla senza farsi decollare adesso sarebbe impossibile. «Ma come? Non ricordi? Qui pagliacci e animalisti si danno battaglia da sempre, qui succede sempre qualcosa di strano...''

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NNSS

lunedì 28 maggio 2018

Niente, di nuovo, sotto il sole - La mia Alcatraz



Osservare la mia Alcatraz voltata di spalle le toglie, in minima parte, l’imponenza e la supremazia che quotidianamente esercita sulla mia anima prigioniera e sconsolata. Purtroppo c’è davvero poco da discutere ma gran parte del mio irrecuperabile tempo lo trascorro là dentro a recitare per telefono copioni preconfezionati a persone tutte uguali, le quali già conoscono la risposta che vorrebbero sentirsi dare. Cercano inconsapevolmente dietro ad ogni problema, svago, diverbio e tant’altro un motivo per non soffermarsi sui propri passi, sui propri battiti di ciglia, sulle parole dette e ascoltate, sulla certezza irrevocabile che tutto quello che esse sono e che hanno sia rigidamente razionato, conteggiato allo stesso modo appunto per i prigionieri delle carceri, come me. Prigioniero è appunto solo chi consapevole della propria prigionia; tutti imprigionati, pochi prigionieri.

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NNSS

domenica 20 maggio 2018

Niente, di nuovo, sotto il sole - Contenuto dell'universo



Mi guardo attorno, non sono più nel mio ufficio, non sono neanche nell’edificio, sono in un campo all’aperto. Mi inginocchio, mi ripiego su me stesso, vorrei piangere, chiudo gli occhi perché spero di svegliarmi da quest’incubo. Il vento però continua a soffiare, fischiettando motivi anomali tra gli arbusti, il prato secco e le pietre. «Libero dal giogo della morte, al di sopra del ricatto della vita, il vero padrone di sé stesso, il genuino contenuto dell’universo, eccolo lì che piange come un bambino» La voce di lei, la voce di lui nelle cuffie che sto ancora indossando, all’unisono intonano queste lodi beffarde e blasfeme.
Tolgo le cuffie e le scaravento su una roccia li vicino mandandole in pezzi. Aydìa, come se niente fosse, prosegue col vaneggiamento. «Alza lo sguardo, il sole è sopra di te, incombe superbo e bugiardo sulle tue disgrazie senza fine, senza inizio, eterne. Viene e va il falso paladino della nascita, ti trova sempre lì senza nulla di nuovo da osservare, ancora. Oggi però la stella nana è testimone di una inconsueta manifestazione del niente. Certo, questo è un libro, certo, questa è una storia, certo, questo è inchiostro, certo, questa è carta, certo, questa è benzina, certo, questa non è una pipa, certo, questa è una citazione. Tutto questo è vecchio, nulla è nuovo. Infatti per te non sarà una rivincita, solo una stramba replica della tua sconfitta, sconfitta inconsueta però»



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NNSS

lunedì 2 aprile 2018

Inganno - Niente, di nuovo, sotto il sole - ilmiolibro




Pronunciare parole, scriverle o sussurrarle senza tuttavia dire nulla. Narrare avvenimenti tra persone o descrivere accuratamente luoghi o fantastici oggetti, dispiegare ampie argomentazioni su un dato tema facendolo il più boriosamente possibile. E continuare a parlare, a dire, a far tacere il silenzio. Tutto pur di allontanare la polvere della terra. Discutere è importante tanto quanto inutile e diabolico. È l’essenza del Niente che ci riempie i polmoni, è l’essenza del niente che ci divora pian piano anche dopo la morte. 
E si continua a non dire Niente. Eppure lo si pronuncia.
Magnificamente.
Bisogna temporeggiare, nascondere i contenuti dell’esistenza con il senso a essi annesso. 
Il Niente non è mai esistito.
Il Niente c’è sempre stato.
Solo qui il Niente viene raccontato. 
Ci siamo riuniti intorno a lui per schernirlo e siamo curiosi di capire perché lo temiamo. 
Guardami.
Desiderami.
Amami.
Le stelle più incandescenti sono quelle che vediamo di color azzurro, un colore freddo.
Il sole non è mai tramontato, né la luna mai sorta. Siamo noi in balìa di un magnifico, splendido, incantevole inganno che meritiamo.
Adoro non dire Niente, amo dir Niente.
Niente di nuovo.
Niente di nuovo.
Niente di nuovo!
Sotto il sole cosa c’è?


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NNSS

venerdì 9 marzo 2018

martedì 6 marzo 2018

Piccolo



Sei così piccolo e vedi così poco.
Sei così in basso e non comprendi quasi niente.
Mi spiace ma non mi dispiace affatto per te, che sei così piccolo

venerdì 29 dicembre 2017

Gelide albe invernali

Le mattine, figlie di notti prodigate alla veglia, guardo il mondo attraverso lenti appannate dal mio stesso respiro.
Strano mi è il mondo, più strano il mio respiro.


giovedì 1 giugno 2017

Capisc'?

Cercare di essere capiti; non credo sia così conveniente come potrebbe invece sembrare.
Se provi questo bisogno è perché probabilmente ora compreso non lo sei, ciò potrebbe voler dire che per chissà quali caratteristiche tu sei molto diverso da chi ti sta attorno. 
E' probabile che spesso, in fondo, questa tua diversità ti faccia sentire a proprio agio; sai di essere, di avere qualcosa di unico, la tua natura umana però ti induce a ricercare il consenso, il benvenuto, la sintonia, l'essere accettato, la comunicazione ininterrotta e, grossolanamente, il fare branco coi tuoi simili.
Da qui il desiderio d'essere compreso, la frustrazione del ''non essere capiti'', ma dico qui una cosa: se qualcuno veramente ti capirà tu verrai svilito nell'ego, appiattito nella tua unicità, ti sentirai catalogato e rinchiuso nella gabbia del noto, del già visto, del normale.
Non cercarlo dunque e non rammaricarti nello stare senza, ti risparmieresti un grande imbarazzo nei tuoi stessi confronti.

Paolo Gullì 2017
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giovedì 17 marzo 2016

Col senno di noi



''Faresti qualcosa di stupido per me?''
''Quanto stupido?''
''Tanto quanto la mia richiesta''
''Darò prova del mio amore per te''
''Prova d'amore... supereresti le mie aspettative''

venerdì 8 maggio 2015

E volo seduto


Emergevo, in superficie, da quell'oceano di nubi. Ed ecco un cielo stagliato al di sopra del cielo.
Non colgo il senso di tanta bellezza, dovrei consumarmi nel pianto ma ciò non avverrà.
Il sentore di esistere così, in maniera tanto flebile, nel bel mezzo del significato, del motivo, della perfezione vestita di contraddizioni e bugie. Questo sentore mi tortura.
Come potrò fare mia la verità che qualsiasi cosa è terrificante, magnifica?