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domenica 3 febbraio 2013

Leggendo 2Corinzi...

Come posso riuscire a gioire della grazia ricevuta senza catalogare, etichettare , stigmatizzare chi non crede quello che credo io, come se fosse un condannato a morte, un perduto, un traviato? Se è vero che siamo tutti mancanti agli occhi di Dio, come posso definirmi diverso, santo, salvo, senza essere iniquo? Per pietà! che sia Dio a dirlo, che sia Lui a giudicare e Lui solo a saperlo! Perché sfruttare la grazia ricevuta per condannare chi graziato non è?  Perché riempirci di superbia per un bene ricevuto senza merito, perché fariseo giudichi il pubblicano? Perché ci comportiamo come chi  è rimasto indietro, nelle religioni? Perché non facciamo sbiadire le pagine delle nostre Bibbie con le lacrime amare, di pentimento? Perché invece di farci soffrire, il silenzio di Dio, ci fa comodo?
La Spada della Parola di Dio dovrebbe essere usata per spezzare le catene della menzogna e non per condannare e trafiggere i cuori, almeno quando viene brandita da noi. Chi ha giudicato, ha condannato, e prima deve aver accusato; due hanno sempre condannato, uno ne detiene l’autorità e il diritto di farlo e l’altro no, uno è Dio e l’altro è Satana… quando noi giudichiamo a chi somigliamo di più?
E allora può darsi che se io prendo tanto le parti dei trasgressori è perché io stesso mi sento trasgressore, e tale sono, ma un trasgressore libero e salvato. Quindi chi me lo fa fare di appesantire la coscienza con questioni che dopotutto non mi riguardano? Perché io non faccio agli altri quello che non voglio sia fatto a me. Né sopporto l’ingiustizia (intenzionale o meno) adempiuta strumentalizzando la Parola di Dio. Come può un cuore giusto usare la Grazia di Dio come garante per dimenticare di essere fallaci e bugiardi, perché tali siamo, come Dio stesso disse, usando poi il proprio stato di Grazia per elevarci al di sopra degli altri? Allo sguardo delle persone del mondo spesso non sfugge questa nostra macchia vomitevole. Possa il fuoco di Dio purificare ogni angolo, ogni antro, persino le ombre di tutta la nostra essenza.

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